Il viaggio trasformativo

Non è mai troppo presto né troppo tardi per prenderci cura di noi, per rigenerare il senso della nostra vita!  Il mio viaggio trasformativo parte 10 anni fa da una profonda crisi d’identità a 49 anni, confusa e disorientata, in mezzo a una tempesta alla ricerca di un nuovo porto sicuro e di nuovo senso della vita.

Ho ripreso allora a fare e a farmi tante domande anche se non ho le risposte attendo, il maestro arriva quando l’alunno è pronto e l’universo risponde quando siamo in fiducia. Ho iniziato un cammino di scoperta e ho accolto tanti nuovi apprendimenti che mi hanno messo di fronte alla mia vulnerabilità, che hanno dapprima accentuato i dilemmi della vita tra paure e speranze, che hanno generato  delusioni e opportunità, nuove connessioni e nuovi destini. Un faro e la memoria di nonna Cichina,  la mamma di mia mamma, significa piccola Francesca e anche io porto questo secondo nome, da lei ho imparato l’arte della cura e su questo dono ho capitalizzato il passato e riprogettato il futuro, ho rigenerato il mio talento: la trasgressione al senso comune al servizio della cura e della crescita sostenibile di persone e sistemi sociali. Ci sono state tre fasi da allora, tre anni e tre cicli successivi. Nel 2021 al decimo anno si rinnova il mio piano di vita!

2011: la mia vita ha attraversato diverse fasi personali e professionali, spesso ho lasciato cicli aperti, ho vissuto per 25 anni in azienda separata nel work life balance, ho attraversato il marketing poi le vendite, prima in due PMI (in cui ho vissuto il rigetto degli innesti generazionali!)  e poi in due  multinazionale (in cui ho vissuto la frammentazione sistemica delle parti che annaspavano senza un obiettivo comune!), prima su clienti consumer poi su clienti business, prima come professional e poi come manager. Da una mappa dell’identità professionale fatta fare agli executives dalla funzione HR con l’obiettivo di cavalcare il cambiamento ho elaborato tre domande apparentemente semplici ma estremamente complesse: Chi avresti voluto essere e non puoi più diventare? Chi stai diventando e non vuoi assolutamente essere? Chi vuoi essere e puoi ancora diventare? Avrei volevo essere un leader politico ed economico (troppo tardi!), stavo diventando un manager asettico e politico (disallineata ai miei valori!), volevo e potevo ancora essere un ‘professionista del sociale’. Tante preziose esperienze che accoglievo ma non ero più leader della mia vita, un filo sottile ha creato la cornice per i miei cambiamenti, non ne sono stata veramente consapevole fino ai miei 49 anni: in piena crisi esistenziale alla ricerca di nuovo senso, in totale solitudine ho lasciato “mamma” Hewlett Packard, il posto da dirigente, il ruolo di direttore commerciale, il riconoscimento di key talent all’apice della carriera. Molti mi hanno detto che ero pazza! Pochi mi hanno chiesto come stavo!

2012-2014: Scelgo da subito di non essere più dipendente a libro paga di nessuno, divento un happy free lance nel mondo del change management e della trasformazione. Inizio un viaggio alla ricerca di me stessa per realizzare la mia missione di vita. Riprendo a studiare, mi formo, conosco, apprendo, sperimento, accolgo i segnali deboli e unisco i puntini. Riconosco e valorizzo alcune risorse che mi appartengono: l’accoglienza, la capacità di ascolto, la cura, la generosità, la positività. Da sempre appassionata di sistemi e complessità ricomincio da me con il counseling, divento dopo tre anni un Professional counselor, un counselor organizzativo ad orientamento sistemico-relazionale esperta di benessere personale e relazionale. Riscopro la consapevolezza corporea e la potenza del respiro come ‘ancora’ nel qui e ora, elaboro e curo le mie ferite e mi preparo ad un nuovo destino di vita, riparto dal Lav-ORO. Divido prima e dopo, passato e futuro professionale, questo scoprirò dopo mi indebolisce e mi frammenta. Vado via dalle mie competenze di business e management per fare spazio alle mie abilità umane al servizio del  miglioramento della qualità di vita delle persone, delle relazioni, dei team, delle organizzazioni. Sviluppo la prima tesi di vita: “Crisi e Cambiamento per essere Registi e Protagonisti della propria vita professionale”. Affronto i miei fantasmi, elaboro i miei schemi limitanti e protettivi, osservo i copioni di brava bambina di mamma e soldatino di papà, scopro le dis-abilità e i dis-ordini del mio albero genealogico, trasformo una serie di credenze su perfezionismo, giudizio e vittimismo.  Accolgo un messaggio speciale da una maestra spirituale: ‘Smettila di lagnarti il meglio deve ancora arrivare’. Lascio andare quello che non mi appartiene più e accolgo le risorse che mi fortificano. Finalmente riconosco e sto sui miei bisogni, ci provo, non sempre ci riesco! Porto con me due pratiche di consapevolezza e ben-essere: il diario di bordo e il respiro consapevole. Cado ancora nei vecchi comportamenti? Si, talvolta mi fanno compagnia, li conosco bene, sembrano amici di infanzia, seguo gli schemi quando riemerge la bambina ferita, ha senso oggi? no! Ma questo accade sempre con minor frequenza, resto ostaggio delle emozioni del passato per minor tempo con minore intensità. Ogni volta apprendo dal feedback nuove informazioni su di me, su come agisco e reagisco. Mi conosco meglio, aggiorno il manuale di istruzione che non ci danno alla nascita, passiamo una vita, se vogliamo, a svelarlo!

2015-2017: per tre anni sperimento una serie di collaborazioni professionali, far quadrare la prima carriera (25 anni!) e la seconda (3 anni!) è un esercizio complicato in un mondo del lavoro molto giudicante. Non è casuale per una persona come me trasgressiva, innovativa, Change Agent aver scelto una nuova professione emergente, il counseling organizzativo, alla ricerca di una propria identità. Elaboro un destino di pioniera, vado controcorrente, porto nuove prospettive, connetto unicità talento potenzialità. Inizio a trasgredire per portare cura e servizio: vendo servizi per altri ma includo il nuovo, cerco coerenza e senso, so cosa è utile è giusto ma il bisogno di appartenere mi limita, cerco ancora il sostegno del brand di altre aziende (altre mamme?) più grandi, più brave, più esperte.  Cerco ancora maestri più bravi, colleghi più esperti, accumulo in modo bulimico decine di corsi di formazione: tanto non posso recuperare il tempo perduto! Una credenza radicata: loro hanno più valore, loro lo fanno da più tempo! Faticoso essere un libero professionista in un mondo del lavoro che privilegia le grandi realtà, in un mondo del lavoro che non ha nessun rispetto per questa categoria ‘precaria’ in aumento che accoglie da anni giovani, donne, ultra 50 ai margini dell’economia. Osservo il susseguirsi di fallimenti e delusioni, mi ferisco ma apprendo dall’esperienza. Dedico molto tempo al fluire di queste nuove consapevolezze, scrivo articoli e post sul futuro del lavoro, partecipo attivamente a molti gruppi di lavoro in molte associazioni per divulgare nuovi stimoli culturali e sensibilizzare sulla centralità dell’essere umano per il progresso sociale. Ad aprile 2017 in occasione della festa della liberazione (caso? Evento sincronico!) una ‘piccola’ (così dicono molti saccenti!) casa editrice Aldenia mi trova sul web (grazie alle mie ‘vecchie’ competenze di marketing) e mi propone di scrivere un libro sul counseling. Ecco la chiamata: accetto e vado avanti, il libro ‘Ricomincio da me con il counseling’ mi dà la dignità che aspettavo in questa fase nuova professionale. Ancora aspetto riconoscimenti esterni per darmi merito, vecchi schemi in agguato. Per me una seconda tesi di vita, una occasione di profonda crescita personale e professionale, un’occasione per ‘vedermi’ e alimentare la mia autostima. Una narrazione trasformativa, la mia, unita a quella di altre 12 persone tra i 20 e i 60 anni, clienti che si sono affidati a me, che hanno voluto testimoniare gratitudine e dare coraggio ad altri su percorsi “dolorosi e faticosi” ma di grande libertà per la propria sostenibilità personale. Il libro è dedicato a mia nonna Cichina, donare se stessa e accudire gli altri le portava energia. Sono sempre stata una bambina e una donna che pone molte domande, molte sono tornate n auge, alla ricerca di risposte sui perché della vita, sul senso di vivere…è proprio vero che: Basta una nota sul diario a determinare il destino scolastico! Basta la fedeltà alla famiglia per determinare il destino professionale! Basta un lutto improvviso per cambiare il proprio destino! Basta cogliere i segnali deboli della vita! Ho scoperto che i cicli esistono davvero e vanno chiusi. Ora sono più abile a vedere i segnali e a comprenderli, agisco per restare al centro del mio vero sé e guidare le mie scelte. Porto la testimonianza che non è mai troppo tardi né troppo presto per prenderci cura di noi, è importante prima di tutto amarci, scoprire chi vogliamo veramente essere e diventare registi e protagonisti della nostra vita per realizzare il nostro proposito.

 

2018-2020: lancio e promuovo il libro, creo un sito e una serie di eventi e interviste, continuo a sviluppare l’identità professionale come counselor organizzativo sistemico relazionale. E ora? Come dice la mamma ‘sono famosa’, ma cosa voglio veramente? Non ho ancora trovato la libertà finanziaria ma soprattutto quale è la mia vera missione di vita? Quale proposizione di valore professionale? Manca qualcosa a questa narrazione evolutiva. Il counseling mi ha insegnato l’importanza delle singole parole e dei loro significati. Sono una persona curiosa, non a caso una gemellina, ho imparato a ‘sentire’ e cogliere gli insights. Da un po’ di anni mi arrivavano stimoli ricorrenti sulla parola felicità e happiness, la vedevo all’interno di convegni e di articoli, era un tema che mi risuonava. Mi ero concessa di stare bene ma essere felice mi sembrava troppo! Sono socia di AIDP associazione direzione risorse umane e nel direttivo lombardo, al convegno annuale di Napoli di tre anni fa ho partecipato ad un workshop che immaginava il ruolo del futuro del direttore hr e già si parlò di direttore della felicità…. Allora posso osare! Come pollicino sono tornata a casa…tanti stimoli e una nuova chiamata! A maggio 2019 arriva la newsletter con l’invito alla presentazione della prima certificazione italiana Chief Happiness Officer, sono subito a bordo, mi iscrivo al corso CHO di settembre, a quello genio positivo di novembre, all’academy della scienza del sé di gennaio…. Sento che sono nel flow. Sento che la scienza della felicità può permettermi di comprendere meglio il mio proposito e trasgredire di nuovo per portare nuovi puntini da unire nel mosaico della mia vita. Ancora una volta sono pronta a salire sulle spalle dei giganti per andare oltre, pioniera per scoprire nuove possibilità di sviluppo e realizzazione del potenziale umano. Sono andata in fiducia ed è stata una esperienza fantastica che  mi ha permesso di accedere al patrimonio di ricerca multidisciplinare alla base della scienza della felicità, ho scoperto che  non è l’effimera passione del momento ma una meta competenza che può essere allenata, ho trovato una bussola per orientare le organizzazioni includendo la dimensione strategica, culturale, organizzativa, manageriale, ho trovato una serie di buone pratiche positive, nuove metriche  KPI/KBI, ricerche sugli effetti di efficienza ed efficacia che impattano sul Business. Sono pronta ad un nuovo salto evolutivo di crescita personale e professionale, una nuova proposizione di valore come happy free lance, una opportunità di passare da small potential a big Potential onorando proposito e valori, ora so che posso essere un polo di attrazione, un leader ispirazionale, un hub ecosistemico che attrare, in nuove forme di networking, persone, professionisti, relazioni. Possiamo trasgredire insieme all’infinito ricreando il miracolo delle mangrovie attimo per attimo.

Sviluppo due prototipi che uniscono le dimensioni Business+Felicità, che includono dieci anni di saperi, competenze, apprendimenti, abilità, esperienze:

La consulenza di trasformazione positiva, un nuovo modello di co-generazione di cambiamento culturale e organizzativo coerente, tutto quello che un cliente si aspetta da un consulente e un consulente si aspetta da un cliente per essere un ecosistema positivo. Un mix sapiente di counseling skills e chief happiness officer skills al servizio del sistema organizzativo.

La trasformazione positiva di PMI in PMI+: un percorso modulare sulle 4 dimensioni delle organizzazioni positive a supporto dell’evoluzione per la crescita sostenibile. Una proposta per abilitare innesti generazionali e manageriali positivi, per rigenerare patti di allineamento e funzionamento, un metodo innovativo che rielabora principi sistemici relazionali e transazionali, paradigmi della scienza della felicità, della scienza delle org+ e della scienza del sé.

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