Rallento e scelgo con pazienza ‘come essere’ prima e ‘cosa fare’ dopo

Elena A.B., 39 anni

Mi sono voluta dedicare a questo percorso perché volevo “ripensare al mio lavoro”, perché ho subito una sorta di “shock” nel mio contesto lavorativo che mi aveva fatto accumulare molta rabbia. Volevo quindi unicamente scappare e cambiare lavoro (ricordo che non vedevo l’ora che incominciasse questo percorso! ). Gli spunti di “osservazione” condivisi con Laura sono stati molteplici, utili fin da subito a chiudere il ciclo passato e ancorarmi alle possibilità presenti verso un nuovo futuro. Ho evitato una possibile tremenda involuzione, uno strappo di fuga verso un nuovo lavoro. Sono stata capace di acquisire consapevolezza lentamente, dentro di me, e di attivare una analisi lucida e costante. Mi sono resa conto della mia “dannata fretta” di correre verso qualcosa di nuovo, invece era giusto fermarmi per vivere appieno il presente, “correggere” l’impazienza e ritrovare la capacità di attendere, respirare, radicarmi. Sono passata attraverso CHI sono (essere e non fare) e  attraverso la paura dei miei punti deboli. Alla fine ho riletto e riconosciuto tutti i miei punti forti: è stato bellissimo commentare il mio Curriculum vitae a fine percorso e non a monte! Ho utilizzato questo percorso per ri-conoscermi oggi senza giudizio. Sono emersi l’impazienza, la fatica di dover gestire tutto e tutti a modo mio, il dire a parole di voler cambiare e poi di fatto non mettere in moto nessun meccanismo per cambiare a partire dal lavoro, finendo poi di fatto ogni volta per dare la colpa a qualcuno o a qualcosa del mio non essere soddisfatta e di non riuscire. Nel corso dei mesi, ho realizzato che era stato davvero da equilibristi mettere al mondo due figli uno appresso all’altro, lavorare 12 h al giorno correndo tra Milano e Roma, vivere un anno da sola gestendo l’intera famiglia Mi sono data merito ce l’avevo fatta grazie alla mia caparbietà. Quindi ho realizzato che avevo le risorse e la forza per concretizzare il cambiamento professionale cui stavo aspirando. Avevo le potenzialità per farlo, potevo finalmente “ricominciare da me”.  Ecco, ora non sento più “scuse” per rimandare, ho iniziato ad alleggerirmi lungo il percorso, ho lasciato riemergere la mia capacità di scegliere con lucidità, consapevolezza e determinazione, per rimettermi al centro, tornare a “sentirmi”, con rispetto e pazienza. Mi sono spostata “verso” una nuova direzione. Al temine del percorso avevo già raggiunto alcuni primi risultati che ho consolidato nei mesi successivi: ho trovato un corso formativo ad hoc (realizzato l’anno successivo), ho avviato la mia partecipazione a nuovi network professionali (riservando un mio spazio in agenda), ho aperto l’opportunità di un possibile cambiamento di funzione(spostamento avvenuto dopo due mesi), ho ritrovato un piccolo-grande spazio di benessere per me stessa (ritornare a nuotare settimanalmente). Inoltre, ora so che se mi “premio” qualche volta (indimenticabile la mia corsa ad un biglietto in platea per assistere ad una famosa commedia di Moliére in un famoso teatro italiano) faccio un gran bene a me stessa ed evito inutili futuri rimpianti. Infine, la “rivelazione”: sono partita per fare un percorso per cambiare la mia carriera professionale e, in corso d’opera, ho anche iniziato a “vedere” e “gestire” meglio le mie relazioni famigliari. Sento una maggior serenità nelle varie situazioni e maggior distacco, la possibilità di riuscire a vedere i problemi da più angolazioni, modificare il  punto di vista in alcune occasioni, una migliore capacità di affrontare i problemi, c’è più ordine  nella mente e nell’agire. Di fatto, sono spariti i capricci di mio figlio grande, le litigate pazzesche con mia mamma, le accuse verso mio marito. Caro lettore per darti coraggio a intraprendere il tuo cammino vorrei dirti che questa esperienza di counseling è stata per me davvero molto  coinvolgente ed emozionante, nel tempo ho poi continuato a trasformare dentro di me alcune  verità. Mi è servito a maturare progressiva consapevolezza, senza giudicarli o rifiutarli, di alcuni  miei lati caratteriali limitanti. Mi ha permesso di scoprire e vivere appieno le potenzialità emerse dall’essere mamma, ho incluso tutti i ruoli e le mie identità in cammino. E so che questo è stato  solo un meraviglioso inizio di un nuovo viaggio dentro di me per poter “dispiegare le ali”, senza paura, sentendomi responsabile delle mie scelte, vivendo il presente e mettendomi in moto per il mio futuro, per poter stare bene, anzi “meglio”, innanzitutto con me stessa.

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