Cos’è la sostenibilità personale, sistemica e relazionale? Parte 2

10 possibili spunti di riflessione sulla tua sostenibilità relazionale e sistemica

Abbiamo condiviso nell’articolo precedente che una maggiore attenzione alla nostra sostenibilità al trascorrere del tempo potrebbe aiutarci a vivere meglio e con più armonia.

Per me è stato così, ho ricominciato con il counseling a prendermi cura di me stessa e del mio ben-essere. Osservando le mie deviazioni dagli ordini dell’amore ho iniziato un percorso di riequilibrio tra bisogni e obiettivi, tra vere intenzioni ed azioni. Portando questa prospettiva di sostenibilità sistemico relazionale nella mia professione di counselor l’ho arricchita con le esperienze di altre persone che hanno ricominciato ‘ad essere sostenibili’ nella loro vita. Puoi leggere le loro storie nell’ultimo spazio del sito.

Ecco 10 possibili spunti di riflessione sulla  tua sostenibilità sistemica e relazionale.

La persona sviluppa il proprio potenziale se persegue il proprio ben-essere ( stare bene ed esistere bene): questo accade quando ha consapevolezza delle cinque dimensioni di stato di ben-essere ( emotivo, mentale, fisico, sociale, spirituale) e le mantiene in equilibrio in modo dinamico  al trascorrere del tempo.

La persona è un  sistema naturalmente resiliente in continua evoluzione e  cambiamento: ma  può  accadere che si opponga e resista ai continui cambiamenti portati dagli eventi esterni e dal susseguirsi dei nostri cicli interni,  se mantiene aperti cicli e  adotta  re-azioni inefficaci disperde energie mantenendosi immobile su direzioni ormai passate.

La persona evolve se è centrata sul soddisfacimento dei propri bisogni:  spesso vive sui bisogni di altri o dell’ambiente esterno, dimentica i propri e non li aggiorna nel tempo, si allontana dal proprio ’vero sé’  e  dal proprio ‘saper essere’,  compromette la propria motivazione e  con essa la propria sostenibilità personale.

La persona effettua scelte e definisce obiettivi per mantenersi  vitale e progredire: spesso vogliamo   cambiare gli altri ma possiamo solo influenzarli accettandone il limite, talvolta restiamo fermi su obiettivi  ormai superati, accade che non aggiorniamo  nel tempo la scala dei nostri valori e le risorse disponibili portate dalle nuove esperienze.

La persona si relaziona  e  sviluppa  contatto con i propri sistemi interni: quando i sistemi sono sconnessi, mente e corpo sono in conflitto, guarda con nostalgia al passato e proietta aspettative nel futuro, si forza a restare nella comfort zone delle abitudini acquisite ma compromette il proprio  sviluppo  sostenibile relazionale con se stesso

La persona si relaziona  e  sviluppa  contatto con vari sistemi esterni: se assumiamo tra adulti atteggiamenti relazionali inefficaci di aggressività o remissività, attacco o difesa, restiamo su poli sociali opposti  e ci allontaniamo dalla sostenibilità relazionale e  sistemica.

La persona tende funzionalmente all’ equilibrio tra tutte le parti del suo benessere relazionale: ma la nostra sostenibilità personale e relazionale presuppone negoziazioni e  transazioni dinamiche, con noi stessi, tra i nostri diversi bisogni e valori,  con gli altri, tra le diverse persone  e tra i diversi sistemi di appartenenza (famiglia, lavoro, amici…)

La persona è responsabile di dare risposte  per mantenere  l’equilibrio sistemico: se  non  definiamo un chiaro piano di azione per realizzare gli obiettivi di senso negoziati, non agiamo coerentemente , non raggiungiamo i risultati desiderati

La persona conosce e rispetta gli ordini famigliari: talvolta violiamo inconsapevolmente nelle relazioni personali alcuni ordini dell’amore famigliare, come  il diritto di appartenenza, la gerarchia di nascita e di arrivo, l’equilibrio nel dare e nel ricevere.

La persona presente e consapevole sintonizza spontaneamente intenzioni, emozioni, azioni: però se siamo  disattenti  in balia dello stato mentale, se il nostro corpo è sconnesso, se il nostro sentire è lontano dal nostro vero centro perdiamo attenzione e  presenza, usciamo dallo spazio di  adultità e perdiamo  il senso dell’utile giusto per la sostenibilità sistemica e relazionale.

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