PRESENZA

Essere in uno stato di presenza significa essere pienamente consapevoli. Utilizzando un termine che si sta diffondendo possiamo dire che la mindfulness, come insieme di pratiche, aiuta a raggiungere e mantenere questo stato di centratura e ben-essere.

Le tecniche che ti propongo di seguito aiutano a ritrovare il piacere di vivere l’esperienza presente, a ricercare uno stato di attenzione vitale ‘hic et nunc’ (qui e ora). In questo modo  la mia mente non rimugina sul passato (ormai andato) e i miei pensieri non si proiettano sulle aspettative future (ancora da venire).  Se sono presente e centrato, accolgo e vivo l’esperienza per come è, attimo per attimo. Vivere in uno stato di lucida presenza significa connettere consapevolmente corpo e mente, significa attivare una forma di osservazione di se stessi e degli avvenimenti contestuale al momento.

Questa apertura mentale può agevolare la valutazione sincronica dei fatti senza pregiudizi. Permette di sentire e accogliere quello che il corpo ci comunica in quel preciso istante. Uno stato presente può evitarci di cadere preda di percezioni distorte accumulate in esperienze già avvenute che giudichiamo simili. Posso vivere cosa accade in quel preciso momento, per quanto possibile senza pregiudizi, facendo una nuova esperienza che mi porta nuovi apprendimenti.

Gli eventi che portano nuove esperienze di cambiamento spesso accadono indipendentemente dal nostro volere, li decide la vita. Noi possiamo decidere di re-agire e resistere, rifiutare o negare le nuove esperienze ancorandoci a quelle passate. In questo modo però non apprendiamo e non evolviamo le nostre risorse, perdiamo benessere ed energie. Oppure possiamo, con consapevolezza, scegliere di agire le nostre più profonde intenzioni e accettare la resa a quello che c’è. Scegliere di vivere in uno stato di presenza significa ri-svegliare consapevolezza e coscienza sul senso e sul significato della vita: fare nuove esperienze, apprendere e cambiare per evolvere verso i nostri obiettivi restando al centro.
Ti offro una  sintesi di due diverse prospettive che integro nei percorsi di counseling  su tematiche personali e professionali.

Consapevolezza corporea e percorsi individuali di risveglio della consapevolezza corporea

Il nostro ben-essere si fonda sulla maggiore capacità di creare e sviluppare relazioni virtuose con noi stessi e con gli altri. Le dimensioni personali e sociali del ben-essere passano attraverso una maggiore consapevolezza delle modalità comunicative e delle dinamiche trans-verbali. La comunicazione si esprime con un linguaggio ‘verbale’ logico e razionale che pesa però solo il 7% di cui siamo coscienti. Ben più rilevante è l’altro 93% di comunicazione non verbale (CNV), di scambio emotivo che si esprime con differenti M.E.S.I. (manifestazioni esteriori di sensazioni interiori) spesso automatiche Le emozioni colorano sia la parte ‘vocale’ (38%) con il volume, il tono, il ritmo che la parte ‘gestuale’ (55%) con la mimica facciale e le posture del corpo. Continua a leggere: Consapevolezza corporea e percorsi individuali di risveglio della consapevolezza corporea

 

Respiro consapevole e percorsi individuali di risveglio del respiro libero

A premessa di questa sessione mi piace citare una massima di Alexander Lowen, fondatore della Bioenergetica: Tutti sanno che chi non respira è morto. Pochi hanno capito che più si respira più si è vivi. Di solito pensiamo che il massimo del beneficio arrivi dal fatto che automaticamente inspiriamo ed espiriamo, ci preoccupiamo di cosa mangiamo e beviamo ma raramente ci occupiamo di come respiriamo, lo facciamo da sempre in modo involontario e inconsapevole. Il respiro è vitale: con il primo respiro si apre il ciclo della vita, con l’ultimo respiro chiudiamo il ciclo di questa vita. Esiste una relazione profonda tra maggior respiro e maggiore vitalità. Continua a leggere: Respiro consapevole e percorsi individuali di risveglio del respiro libero

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