Benessere professionale: trovare la motivazione al lavoro e amarsi di più. Spunti di riflessione dal career counselor

Dallo spazio redazionale di complexlab.it

Il benessere professionale spesso viene dato per scontato o ci si aspetta che se ne pre-occupi l’azienda che fornirà strumenti pre-confezionati. Perché non prendersene cura direttamente e attivamente per migliorare la qualità di vita globale? Cosa si può fare?

È importante mantenere alta la motivazione professionale al trascorrere del tempo e mantenersi aperti a cogliere le nuove prospettive che il contesto può offrire.

Da dove partire? E come fare?

Partiamo da una domanda apparentemente semplice ma in realtà per niente scontata: so veramente cosa mi motiva e mi fa stare bene al lavoro e nel lavoro?

Avere un chiaro progetto professionale che mantenga alta e vitale la motivazione e soddisfazione nel lavoro non è così ricorrente, ma non è mai troppo tardi per riprendersi in mano la propria motivazione.

Certo è che se non chiariamo a noi stessi questo spazio staremo fermi immobili spesso arrabbiati o impauriti, sicuramente infelici, non riusciremo a vedere nessuna nuova direzione professionale, sopravvivremo passivamente senza alimentare nuovi stimoli di crescita e apprendimento, non coglieremo nuove possibili prospettive che il contesto dove siamo o nuovi contesti possono offrirci.

Sono molte le aree che spingono le persone a sviluppare la propria motivazione al lavoro, vi propongo quelle per me più ricorrenti, sperimentate nella mia attività di career counselor e ritrovate in autorevole bibliografia: sentire di appartenere ad una azienda o ad un gruppo, ricevere rispetto e stima, essere apprezzati e avere riconoscimenti, insegnare agli altri trasferendo conoscenze, sentirsi competente e esperto in materia, realizzare se stessi e assumere sfide in base alle proprie potenzialità, esprimere appieno la propria autonomia e creatività, proporre le proprie idee utili all’azienda, risolvere  problemi  trovando la giusta soluzione, collaborare in gruppo e aiutare gli altri, assumere rischi accettando la riuscita ma anche il fallimento.

Solo noi con grande cura e attenzione per il nostro destino lavorativo possiamo radicare la nostra più profonda motivazione professionale e far accadere con passione ed entusiasmo le cose.

Certamente dopo che abbiamo compreso cosa ci motiva oggi in ambito lavorativo è importante agire un nuovo comportamento per ri-trovare benessere. Si tratta quasi sempre di riconfigurare e migliorare “senza giudicare”, in modo  curioso e creativo  le relazioni e la comunicazione al lavoro, con noi stessi e con la nostra identità professionale, con l’azienda, con i capi, con i colleghi, con i collaboratori. E’ altrettanto importante comprendere cosa ci ha limitato finora e rimuovere gli ostacoli, vedere e ri-mettere in gioco il nostro potenziale. Farsi avanti e ingaggiarsi, darsi merito, adottare un atteggiamento flessibile e innovativo verso nuove esperienze di apprendimento vitale. Il passo successivo riguarda la valorizzazione della propria impiegabilità, confermando e aggiornando le proprie competenze, cosa sappiamo e cosa sappiamo fare, come siamo e come vogliamo diventare.

In questi passaggi ri-generativi occorre: chiudere emotivamente i cicli aperti, accettare le perdite che questa fine comporta, capitalizzare gli aspetti del passato da conservare, operare scelte con autonomia e responsabilità, modificare il presente e riprogettare le possibilità future.

Credo che per trovare il coraggio di “stare bene” ed esplorare nuove strade, per goderci la gioia del presente apprezzando anche singoli attimi di  felicità quotidiana  dovremmo  recuperare  la spontaneità e genuinità del puer degli antichi latini e sviluppare maggiore amore per se stessi al fine di ritrovare e preservare il nostro benessere professionale.

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